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Kashgar
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mweaKashgar o mweqKashi; mwegin arabo ﻛﺸﻐﺎﺭ?, Kashghār; in cinese: (喀什); in tagiko: (кашгар); (500.000 ab.) è una mwewcittà della mwfaprovincia autonoma dello Xinjiang, in mwfqCina.
È sede di uno dei più interessanti mwfwbazar settimanali (il "bazar della domenica") e mercati settimanali del bestiame (il cosiddetto "mercato dei cammelli"), ed è un luogo storico di incontro di genti lungo la mwgavia della seta. La mwgqstrada del Karakorum la collega al mwggPakistan attraversando il mwgwpasso Khunjerab. Attraverso il mwhapasso Torugart (3.752mwhq m) e il mwhgpasso di Irkeštam si raggiunge invece il mwhwKirghizistan, rispettivamente nel Sud e nel Sudovest del Paese (verso mwiaBiškek o verso mwiqOš). Attraverso il mwigpasso Kulma, infine si passa in mwiwTagikistan valicando il mwjaPamir.
Contents
• Storia
• Economia
• Note
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Geografia fisica
Kashgar si trova all'estremità occidentale del mwkabacino del Tarim e a sud della catena del mwkqTian Shan, la quale separa lo Xinjiang dal mwkgKirghizistan. La città si trova nel bel mezzo di un'mwkwoasi del mwladeserto del Taklamakan irrigata dal fiume Kashgar, che scorre verso est fino al fiume mwlgTarim.cite-ref-bosworth278-1-0[1]
Possedendo la Cina un unico fuso orario, centrato approssimativamente su Pechino, a Kashgar il sole raggiunge il massimo della sua elevazione intorno alle ore 15. Ciò fa sì che, pur godendo la città di un numero di variazione di ore di luce nel corso dell'anno tipico di una latitudine della fascia temperata (a titolo di paragone, si trova all'incirca sullo stesso parallelo di mwnaCosenza), gli orari di alba e tramonto siano alquanto insoliti: per esempio, nel periodo natalizio, il sole sorge intorno alle 10:15, ma tramonta solo poco prima delle 19:45. Vicino al solstizio d'estate, invece, l'alba avviene soltanto alle 7:30, ma il crepuscolo si verifica alle 22:30.
Storia
Le prime menzioni della città si riscontrano in alcuni documenti persiani che la definiscono capitale delle tribù tushlan. Si ritiene che sia stata la prima città mwoabuddista del bacino del Tarim: dal II al XI-X secolo qui fiorì il Buddismo mwoqmwogHīnayāna e la cultura indo-persiana era piuttosto influente.cite-ref-bonavia270-2-0[2]
Quando nel I secolo d.C. la mwqadinastia Han perse il controllo di Kashgar, il generale mwqqBan Chao tentò di strapparla brutalmente ai possedimenti tribali degli mwqgXiongnu, proclamando leggi filocinesi e ripristinando il commercio della mwqwvia della seta con mwraMerv, con la mwrqPartia, con mwrgBabilonia e con la mwrwSiria.cite-ref-bonavia270-2-1[2]
Il nome mwtqKashgar appare per la prima volta trascritto in cinese (mwtgK'iu-cha) nel mwtwmwuaLibro dei Tang.cite-ref-bosworth278-1-1[1] Kashgar riconobbe la sovranità della mwvqdinastia Tang nel VII secolo e si vide dotata di una guarnigione difensiva, tuttavia l'impero cinese dovette arrendersi all'espansione del mwvgTibet verso il bacino del Tarim nel 670 e nel 694.cite-ref-bonavia270-2-2[2] La leggenda vuole che mwwwQutayba ibn Muslim avesse conquistato la città nel 715, tuttavia mwxaHamilton Alexander Rosskeen Gibb ha dimostrato che gli arabi non raggiunsero mai la zona. Anzi, a partire dal 750 Kashgar venne occupata dai mwxqQarluq, e da quell'istante visse un graduale processo di turchizzazione.cite-ref-bosworth278-1-2[1]
In epoca successiva ai mwywSamanidi viene menzionato Sultan Satuq Bughra Khan come il primo mwzqmwzgkhān mwzwmusulmano di Kashgar. Sotto i mwaaKarakhanidi la città divenne la più importante del bacino del Tarim, e già nel IX secolo esisteva un libro in mwaqarabo sulla città, un'opera di Abu 'l-Futūḥ ʿAbd al-G̲h̲āfir b. Ḥusayn al-Almaṣī al-Kāshgharī.cite-ref-bosworth278-1-3[1]
Da questa città vi passò anche mwbwMarco Polo nel XIII secolo, descrivendola ne mwcamwcqIl Milione:cite-ref-bonavia271-3-0[3]
mwdwCascar, un tempo regno indipendente, è ora sottoposta al Gran Kan. Le genti adorano Maometto, vivono in castelli e città delle quali la più nobile e grande è Cascar, posta fra greco e levante. Vivono di mercanzia e di arti. Hanno deliziosi giardini belle vigne e bei poderi. Nasce qui molto cotone e anche lino e canapa. Da questa contrada partono numerosi mercanti che vanno per il mondo con i loro traffici: c'è da dire però che sono gente avara e miserabile: mangiano male e bevono male. In questa contrada vi sono anche cristiani nestoriani che hanno una loro chiesa e una loro regola religiosa; e il linguaggio è diverso dagli altri.cite-ref-milione-4-0[4]
Dal 1033 al 1205 i sovrani di Kashgar vennero sepolti in un apposito mausoleo (in arabo mwfqal-junbadha al-khāqāniyya) sulla riva del fiume mwfgTumen. In epoca mongola Masud Beg fece erigere in città una mwgamwgqmadrasa, poi Mirza Abu Bakr Dughlat, ultimo governatore del clan dei Dughlat, distrusse la vecchia fortezza della città e la ricostruì in un nuovo sito negli ultimi anni di regno, sull'altra sponda del Tumen, presso la lingua di terra tra il suddetto fiume e il Kyzylsu.cite-ref-bosworth279-5-0[5]
Kashgar passò al mwigKhanato Chagatai, anche se la sua amministrazione venne condivisa con i Dughlat fino al 1678.cite-ref-bosworth279-5-1[5] Dopo la morte di mwjwChagtai la città fu teatro di numerose guerre di successioni, interrotte da un breve periodo pacifico a metà XIV secolo durante il regno di mwkaTughluq Timur, susseguito poi dall'invasione dell'esercito di mwkqTamerlano. A partire dal XVI secolo al potere si susseguirono diversi mwkgmwkwkhoja locali,cite-ref-bonavia271-3-1[3] sino a quando a metà XVIII secolo la mwmadinastia Qing si impossessò di tutto il mwmqTurkestan orientale dandogli il nome mwmgXinjiang ("nuova frontiera").cite-ref-bosworth279-5-2[5]
A partire dal 1865 Kashgar fu il centro del movimento anticinese guidato da mwoaYakub Beg, che venne sedato con successo dai Qing. Il potere imperiale venne ulteriormente consolidato con la nomina di consoli russi e britannici a Kashgar e con l'elevazione della stessa allo status di capitale al posto di mwoqYarkant. Un'altra ribellione musulmana anticinese insorse agli inizi del XX secolo con Khoja Niyaz: la rivolta venne sedata solo nel 1934 grazie all'aiuto dell'mwowUnione Sovietica, e ulteriori movimenti secessionisti nacquero tra gli anni trenta e quaranta. Con l'ascesa dei comunisti in Cina nel 1949 la popolazione turca dello Xinjiang venne fortemente repressa e venne incentivata nell'area la migrazione dei cinesi mwpahan.cite-ref-bosworth279-5-3[5] A Kashgar tuttavia, il 90% della popolazione è di etnia uigura su un totale di oltre 200.000 abitanti (al 2002).cite-ref-bonavia270-2-3[2]
Monumenti e luoghi di interesse
Il sito di interesse musulmano più importante nei dintorni di Kashgar è il mwswmausoleo di Apakh Hoja, un celebre santo del XVII secolo.cite-ref-bosworth279-5-4[5] Nel cuore della città vecchia è sita la mwuamoschea di Id Kah circondata da un mwuqbazar.cite-ref-bonavia273-6-0[6]
La città vecchia è circondata da edifici amministrativi in stile russo costruiti negli anni cinquanta. La via principale della città è dominata da una statua di mwvwMao Zedong alta 18 m.cite-ref-bonavia273-6-1[6] Due edifici in stile europeo sono da menzionare: il primo è il mwxaChini Bagh, la vecchia sede del consolato britannico che per 26 anni fu la dimora del console Sir George Macartney e di sua moglie Catherine, la quale descrive perfettamente il palazzo nelle sue memorie mwxwUna lady inglese nel Turkestan cinese. Il secondo edificio è la sede dell'ex consolato russo, oggi sede dell'Hotel Seman, dove vi dimorò Nikolaj Fëdorovič Petrovskij, rivale di Macartney a Kasghar durante il mwygGrande gioco.cite-ref-bonavia280-7-0[7]
Economia
Dal 2010 Kashgar è una delle sette mw2gzone economiche speciali istituite dalla Repubblica Popolare Cinese, nonché una delle due dello Xinjiang assieme a Khorgas.cite-ref-9[9] Da Kashgar parte il mw4aCorridoio economico Cina-Pakistan che arriva fino al mw4qporto di Gwadar.cite-ref-10[10]
Note
cite-note-bonavia270-22. ↑ mw-gmw-wBonavia et al.,mwaqa p. 270.
cite-note-bonavia271-33. ↑ mwaqymwaqcBonavia et al.,mwaqg p. 271.
cite-note-milione-44. ↑ mwaqwmwaq0Marco Polo, mwaq4Capitolo LI - Il regno di Cascar, in mwaq8mwaraIl Milione, traduzione di mwareMaria Bellonci, Roma, ERI - Edizioni Rai Radiotelevisione italiana, 1982, p.mwari 93, mwarmISBNmwarq 88-04-33415-0.
cite-note-bonavia273-66. ↑ mwaskmwasoBonavia et al.,mwass p. 273.
cite-note-bonavia280-77. ↑ mwas8mwataBonavia et al.,mwate p. 280.
cite-note-bonavia281-88. ↑ mwatumwatyBonavia et al.,mwatc p. 281.
Bibliografia
• citerefwang(EN) Jing'ai Wang, Shunlin Liang e Peijun Shi, The geography of contemporary China, collana World regional geography book series, Springer, 2022, ISBN 978-3-031-04157-0.
• citerefbonavia(EN) Judy Bonavia, Wu Qi e William Lindesay, The Silk Road: from Xi'an to Kashgar, Hong Kong, Odyssey, 2002, ISBN 978-962-217-693-5.
• citerefbosworth(EN) Clifford Edmund Bosworth, Historic cities of the islamic world, Brill, 2007, ISBN 978-90-04-15388-2.
• Catherine Macartney, mwauoChini Bagh - Una lady inglese nel Turkestan cinese - Giano editore, gennaio 2004 ISBN 88-7420-031-5
• Peter Hopkirk, mwau0Il Grande Gioco - I servizi segreti in Asia Centrale - Adelphi edizioni, 2004 ISBN 88-459-1813-0
• mwavaColin Thubron, Ombre sulla via della seta, traduzione di Raffaella Belletti, Milano, Ponte alle Grazie, 2006, pp. 160-172, ISBN 8879288652.
• mwaviMario Biondi, Strada Bianca per i Monti del Cielo. Vagabondo sulla Via della Seta, Milano, Ponte alle Grazie, 2005, pp. 211-218, ISBN 8879287249.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su xjks.gov.cn.
• citerefenciclopedia-italianaGiovanni Vacca, KASHGAR, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
• citerefbritannica-com(EN) Kashgar, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.